Andar lento, andar lontano


230 Km da percorrere a piedi, in nove tappe. Attraversando tutto l’Alentejo da Porto Covo, lungo la Rota Vicentina, andremo fino a Cabo São Vicente in Algarve, il punto più estremo dell’Europa!

Testo e foto di Tiziana Magoni

Eccoci, si parte! Siamo quattro non più giovani temerari (Carlo, Tiziana, Tina e Laura) pronti ad affrontare, per la prima volta, un trekking lungo. In programma abbiamo, ogni giorno, una media di circa 22 km. Come andrà? Seguiteci e lo scoprirete!

1a tappa: PORTO COVO – VILA NOVA DE MILFONTES – KM 2 

Iniziamo il cammino al sorgere del sole e, sapendo che ci aspettano ore alquanto calde, ci attrezziamo con una bella scorta d’acqua perchè, lo sappiamo, nella maggior parte delle tratte non vi sono punti di ristoro. Porto Covo è un piccolo borgo di pescatori di cui ci colpisce il biancore delle piccole basse case in contrasto con l’azzurro del fiore di plumbago. Da qui procediamo per un lungo tratto sterrato che ci obbliga a camminare in spiaggia per circa mezz’ora, poi il percorso diventa il classico, ma qui stretto e sabbioso, “Trilho dos Pescadores” (Sentiero dei Pescatori) che costeggerà sempre la cresta delle falesie. Lo spettacolo e le emozioni sono davvero forti, sempre… Attraversiamo, a volte un po’ faticosamente, spiagge bellissime: Praia do Sissal; Praia da Ilha, così detta perché si trova di fronte alla Isla do Pessegueiro (Isola del Pescatore) raggiungibile in barca nel periodo estivo; Praia do Queimado dove nel sec XIX venne messa al rogo, ma non bruciò, una santa che viveva sulla isola del pescatore. E intanto, intorno a noi, scorgiamo numerosi nidi di cicogne in bilico su alte rocce e siamo sempre accompagnati dal profumo di eucalipto, liquirizia, azalee e ovviamente da quello dell’oceano.

2a tappa: VILA NOVA – ALMOGRAVE – 17 km

Vila Nova de Milfontes è un paese molto carino con il suo imponente Forte São Clemente che lo domina dall’alto e dove si concentrano i ristoranti. Noi, per accorciare la tappa di circa 3 km, scendiamo al porticciolo e, all’imbarcadero, saliamo sulla barca di Maria che, scortata dal suo cane, ci traghetta sulla sponda opposta del Fiume Mira. Volendo si può attraversare il ponte sul fiume e tornare poi verso la costa tra campi e sugherete. Strada facendo incontriamo Danilo, allegro signore di Trento che ha girato il mondo a piedi (ha fatto “solo” nove volte tutto il cammino di Santiago partendo da Milano!!) e con lui giungeremo sino alla fine del nostro itinerario. Anche questo è la Rota: si sa in quanti si parte, ma non si sa in quanti si arrivi! Il percorso ci conduce verso l’interno lungo un sentiero alquanto semplice tra campi verdissimi, corridoi di eucalipto, ponticelli di legno su piccoli corsi d’acqua, poi ci riporta vicino alla costa. Cammineremo quindi vicino alla scogliera fino ad arrivare ad Almograve attraverso zone coltivate ma sempre a poca distanza dalla costa.

3a tappa: ALMOGRAVE – ZAMBUJEIRA DO MAR – KM 23

Lasciamo il paese accompagnati da un alba meravigliosa che ci consola e ci ripaga della nostra levataccia. Dopo un tratto di strada sterrata, riprendiamo a camminare lungo la scogliera erosa dai venti, con leggeri saliscendi, resi però più impegnativi dalla sabbia, e con lo sguardo perso tra il blu dell’acqua, il rosso dell’arenaria, la schiuma delle onde che frangono e il verde della vegetazione. Nei pressi della spiaggia di Ponta do Carrara il sentiero devia all’interno per 5,5 km verso l’abitato di Cavaleiro e attraversa una bellissima pineta per poi giungere nuovamente sulla costa. Da qui si vede in lontananza il faro di Cabo Sardão particolarmente affollato di nidi di cicogne. Dopo circa 10 km giungiamo, attraverso una lunga scalinata di legno, al porticciolo di Entrada da Barca dove ci sono molti pescatori di polpi che hanno un sistema tutto loro per farli essiccare al sole: li appendono allargando i tentacoli e da lontano sembrano fantasmi. Proseguendo su strada asfaltata e sotto il sole, si giunge a destinazione: Zambujeira do Mar, luogo di villeggiatura per le sue spettacolari spiagge, molto apprezzate e frequentate anche dai surfisti.

4a tappa: ZAMBUJEIRA DO MAR – ODECEIXE – KM 19

Tragitto con numerosi saliscendi, sempre accompagnati da panorami mozzafiato, tra sentieri a tratti anche rocciosi, campi di alface, l’insalata tipica portoghese, e cespugli di campanelle blu. Lungo questo percorso incontriamo Praia Amalia dove veniva in villeggiatura Amalia Rodrigues, la famosa fadista. Proseguendo sempre lungo la costa si giunge ad un belvedere a picco sopra la bellissima Praia de Odeceixe, situata alla foce del Fiume Seixe che segna il confine tra l’Alentejo e l’Algarve. Imboccando un’impervia discesa, tenendo rigorosamente la sinistra ma sempre costeggiando il fiume, si arriva ad Odeceixe paese. Noi abbiamo invece preferito attraversarlo in un punto molto basso per andare a rinfrescarci dal gran caldo e …. io sono scivolata sui sassi del fondale…. Il paese è molto carino: tante case bianche, porte e finestre dipinte di blu, antichi mulini a vento, tutto in salita, con vicoli stretti e tante scalinate che offrono però scorci suggestivi.

5a tappa: CAMINHO HISTORICO ODECEIXE – ALJEZUR – KM 22                      Attenzione camminatori: c’è una variazione di percorso! Ve la indichiamo, in azzurro, nella mappa, cancellando, in rosso, il tragitto originario.

Qui il sentiero Trilho dos Pescadores si immette nel Caminho Historico, ma non c’è più la possibilità di scegliere tra due percorsi ad anello sulla costa, come riportava la mappa appena acquistata ma ancora non aggiornata. Si deve invece procedere esclusivamente su strada sterrata. Ci si incammina subito verso l’interno, addentrandosi in una bella pineta, fino al paesino di Rogil, dove ci concediamo una pausa con caffè, birra e toast. Per fortuna perché poi, naturalmente senza saperlo, abbiamo camminato per un lungo tratto sempre sotto il sole e alquanto monotono, che neppure ci concedeva i bei panorami della costa. Finalmente alla fine di una lunga discesa sterrata, una salita ci porta ad Aljezur, delizioso paesino di cui apprezziamo la parte vecchia con il castello e alcuni piccoli musei e il bel ponte medioevale che conduce alla zona di più recente costruzione, sicuramente meno interessante.

6a tappa: ALJEZUR- PRAIA DE ARRIFANA – KM 20

Dopo un bel salitone anche qui ci inoltriamo per un lungo tratto in un bosco di pino ed eucalipto, costeggiando il lago della Valle del Telha con le sue verdi acque e la vegetazione lussurreggiante. Prima di raggiungere la costa dobbiamo attraversare la zona residenziale fatta di villette molto carine e ben curate, camminando però purtroppo sempre sull’asfalto. Alla fine però, dopo due lunghi giorni, rivediamo l’oceano! Finalmente perché sentivamo la mancanza dei suoi profumi e degli immensi silenzi… Riprendiamo il nostro sentiero su strada sterrata e giungiamo a Ponte de Atalaia, uno sperone roccioso sull’oceano riconoscibile per la presenza di antiche rovine. Ora ci aspetta un lungo tratto, stretto e molto sabbioso prima di arrivare al paese di Arrifana. Che fatica!

GIORNATA DI RIPOSO

Riposo, si fa per dire…  Abbiamo intenzione di prepararci una gran bella spaghettata e per andare al market più vicino, anche oggi dobbiamo fare un po’ di km a piedi: 4 per andare e 4 per tornare …. Ma che ci fanno a noi i kilometri? ormai tutto fa parte della…. passeggiata!! Dopo aver pranzato di fronte alla stupenda spiaggia di Arrifana andiamo a farci un bel bagno, commentando simpaticamente che i tantissimi surfisti sembrano un esercito di formiche, con le loro mute nere, fermi in acqua, mentre attendono “la grande onda”, quella giusta da cavalcare.

7a tappa: ARRIFANA – CARRAPATEIRA – KM 25

Con una foschia che dona al paesaggio un tocco di mistero, iniziamo la nostra nuova tappa che ci porta prima a Praia do Canal e poi subito all’interno su un lunghissimo rettilineo interamente sterrato, dove procediamo sempre sotto il sole e attraversiamo una campagna molto brulla, interrotta di tanto in tanto da qualche cascinale abbandonato. Oltrepassata la statale EN268 l’ambiente cambia d’improvviso: campi coltivati, animali al pascolo, distese di olivi e di fiori ovunque. Arriviamo così al piccolo paesino di Rio Bordeira. Qui, nell’unico bar, ci concediamo una meritata sosta e ne approfittiamo per chiacchierare con Stefano, un ragazzo milanese con il quale porteremo a termine il nostro cammino, ascoltando i suoi interessanti racconti e le esperienze vissute camminando in giro per il mondo. Eh sì, la compagnia è cresciuta: ora siamo diventati sei e insieme riprendiamo la strada tra olivi e alberi da sughero, un’altra lunga salita per poi ridiscendere, incontrando un delizioso seppur spartano ristoro, immerso in fioriture di vario genere e colori. Carrapateira è un paesino molto piccolo, ma vanta importanti spiaggie per il surf.

8a tappa: CAMINHO HISTORICO CARRAPATEIRA – VILLA DO BISPO KM 24

La prima parte della tappa è caratterizzata da valli coltivate e piccoli borghi bianchi. Un cartello ci avvisa che in caso di elevate precipitazioni si può prendere un percorso alternativo. Non è il nostro caso: la terra quasi si spacca sotto il sole e sotto i nostri piedi! Tra le diverse coltivazioni ci imbattiamo in Matteo, un ragazzo di Merano, che ha mollato tutto, si è preso un piccolo appezzamento di terra dove coltiva frutta e verdura rigorosamente bio e la vende poi al lato della strada. Vive insieme ad altri tre amici e ai loro cani, in una roulotte, alla maniera hippy ma mi è piaciuta molto la pace e serenità che trasmette. Poco dopo raggiungiamo Pedralva, un borgo carinissimo, attraversiamo un parco eolico ed arriviamo a Vila do Bispo e ai suoi mulini ormai in disuso.

9a tappa: VILA DO BISPO – CAPO DE SÃO VICENTE KM 15

Ultima tappa! Iniziamo con un primo tratto di strada sterrata tra la vegetazione bassa e incontriamo alcuni megaliti: chissà se questi grossi massi sono lì per caso o se, anticamente, erano parte di una sepoltura? Ritorniamo poi su un sentiero sabbioso che ci riporta alla costa e, tra altissime scogliere in forte erosione e rosse formazioni rocciose, distinguiamo in lontananza il Faro di Cabo de São Vicente, costruito nel 1846. Per raggiungere il Cabo è consigliabile fare gli ultimi 200 m sulla strada asfaltata, io però scelgo di terminare il mio percorso sulla scogliera anche se non senza difficoltà, in quanto si procede sempre su sassi e rocce appuntite. Però sono soddisfatta così: camminare sull’asfalto mi avrebbe lasciato l’impressione di non aver chiuso degnamente il lungo cammino fatto. Prima di ritornare nella bolgia di turisti, auto, bus, bancarelle che caratterizza questo luogo mi fermo a godere ancora un poco dello spettacolare paesaggio che mi avvolge, provando, in quel momento e ora mentre scrivo, una grande, grandissima emozione.

…. a distanza di qualche giorno già mi manchi, nonostante il gran caldo, i percorsi resi più faticosi dalla sabbia, qualche dura salita, la monotonia di lunghi tratti sterrati e, non da ultimo, il mio ginocchio dolorante. Tutto ha reso ancora più appagante l’esperienza e le emozioni provate tra questa tua natura incontaminata, la gioia che mi hai regalato e la soddisfazione per avercela fatta mi resteranno vive nel ricordo.

Grazie agli amici vecchi e nuovi, in compagnia dei quali, tra risate e qualche piccola incomprensione, ho trascorso piacevolissime serate; al mio compagno, bravo organizzatore di quest’avventura, per le sue attenzioni e il suo esserci sempre, il che mi ha reso tutto più semplice; e alle mie amate scarpe, che senza mai un lamento, doverosamente mi hanno accompagnato sino alla fine.

 

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