La balena bianca del Tejo


Alla scoperta del MAAT, il complesso museale d’Arte, Architettura e Tecnologia, da cui si sviluppano riflessioni sui grandi temi della contemporaneità

Testo e foto di Silvia Giachello

Camminando lungo la riva occidentale del Tejo, quella che conduce a Belem, si incontrano due edifici che ben rappresentano il passato della vita fluviale lisboeta, prevalentemente navale e industriale, e il suo presente, quello della città capitale che attrae sempre più turisti investendo in cultura ed eccellenze contemporanee.

Il primo è un classico edificio industriale del primo ‘900, un parallelepipedo di mattoncini rossi e metallo, che sfruttava l’acqua del fiume per generare l’energia elettrica della metropoli. Il secondo è la nuovissima Kunsthalle (sala delle esposizioni), progettata dallo studio AL_A e terminata nel 2016, che si ispira all’acqua, nel progetto e nelle forme.

I confini dell’edificio, sinuosi come le onde o gigantesche meduse, cambiano aspetto e proporzioni ad ogni passo, mentre la superficie gioca con la luce grazie ad una scacchiera di 15.000 piastrelle smaltate e smussate, come le scaglie di un grande pesce bianco latte.

Mentre ci avviciniamo all’ingresso Amanda Levete (l’architetto di questo edificio che rappresentata al meglio il suo stile organico e connettivo) fa comparire di fronte ai nostri occhi la coda di un mammifero marino mentre, come l’indimenticabile Pinocchio, veniamo inghiottiti nelle fauci del MAAT per iniziare una nuova avventura al suo interno.

Entrambi gli edifici fanno parte del complesso museale del MAAT, Museo di Arte, Architettura e Tecnologia, che patrocina e ospita sempre varie e interessanti mostre di arte, architettura, cinema, e tecnologia, che sviluppano e suggeriscono riflessioni sui grandi temi della contemporaneità: dall’ecologia alle culture dei popoli, dalla società dei consumi e della tecnologia alle visioni utopiche, con uno spazio sempre dedicato agli artisti autoctoni.

Tutto questo nel ventre della bianca balena MAAT mentre noi ci godiamo la vista del fiume, il sole che riscalda questa riva accogliente anche d’inverno, una passeggiata sul tetto della Kunsthalle con una vista panoramica a 360 gradi sulla città e sul suo grande fiume, e l’illuminazione scenografica dell’edificio dopo il tramonto.

Precedente Piccola cronaca
Prossimo Eolico galleggiante