Galassia Pessoa


Sollecitazioni e interrogativi per orientarsi nel polifonico mondo interiore del grande poeta portoghese

testo di Adele Gemelli

Dal vivace incontro, tenutosi recentemente alla Facoltà di Iberistica dell’Università Statale di Milano, tra docenti, studenti, lettori appassionati di Fernando Pessoa emerge una nuova chiave di lettura per cogliere la multiformità creatrice del poeta portoghese.

Frainteso dalla critica italiana che lo ha in un primo tempo usato e rielaborato in chiave politica sia di destra che di sinistra, riletto e mitizzato dopo l’85, attraverso rivisitazioni intertestuali (film, foto, teatro) che lo hanno trasformato in icona, solo negli studi più recenti si è scoperta in lui una vena ironica mai colta prima.

Così la studiosa Elisa Alberani, nel presentare il suo testo “ La ricezione italiana di Fernando Pessoa tra mitizzazione e appropriazione (in)debita” dopo aver analizzato a fondo il ruolo della critica italiana, ci invita a cogliere questo tassello importante dell’ironia. Sottolinea inoltre che Pessoa è più conosciuto dai lettori italiani come prosatore per il suo “Libro dell’inquietudine” che come poeta.

Vincenzo Russo, docente di letteratura Portoghese, nel presentare il suo nuovo testo, ancora in bozze, sulla teoria dell’eteronimia, ci invita a usare come chiave di lettura per l’opera di Pessoa proprio l’eteronimia ovvero la pratica per la quale, spersonalizzandosi, l’autore crea intorno a sé un mondo immaginario. Per usare le stesse parole di Pessoa “un mondo fittizio, figure che per aspetto, movimenti, carattere, storia sono visibili come le cose che chiamiamo, magari abusivamente, la vita reale”. Per lui infatti scrivere “è sentire tutto in tutte le maniere, moltiplicare la propria esistenza, avere numerose vite”.

Nascono così Alvaro de Campos, ingegnere navale, poeta della modernità portoghese, decadente e simbolista, che col suo poema Tabacaria esprime il suo nichilismo; Ricardo Reis, medico, latinista, epicureo, con le sue Odi riecheggia la poesia classica; Alberto Caeiro, poeta bucolico, senza istruzione ma maestro di tutti, con il poema ” Il custode di greggi” si rivela il nuovo Pan; Bernardo Soares, modesto aiutante contabile di una ditta di import-export, scrive un diario intimo lirico e metafisico guardando il cielo di Lisbona.

Accanto ai più famosi altre decine e decine di personaggi, scrittori e poeti formano una galassia di eteronimi (ben 136!) in un’opera immensa al 30% ancora da studiare e pubblicare. Sempre il Prof. Russo spiega che il gioco dell’eteronimia non è l’invenzione di un genio pazzo o di un soggetto da psicanalizzare ma per Pessoa un modo per scardinare il pensiero unico e vincere così la totalità che lo opprime.

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