La ragazza e il tram


Basta un incontro per trasformare un viaggio in qualcosa di speciale.

Com apenas um encontro, uma viagem se pode tornar especial.

 

Testo di Rachele Dell’Aquila   Foto da www.vivilisbona.it

Lezioni informali di portoghese a cura degli studenti del Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Milano.

Supervisione dei docenti Sheila Maués, Elisa Alberani e Susana Rocha Silva

 

Quando ero piccola, mio padre mi diede un soprannome, mi chiamò “vagabonda”. Oggi ho la certezza che questo nome, che per me è tanto speciale, mi appartiene. Sono una ragazza, sono una viaggiatrice. Mi piace esplorare posti nuovi, conoscere nuove persone, respirare nuove culture.

E a voi, cari lettori, piace viaggiare? Se la risposta è sì, sicuramente saprete che basta un incontro per trasformare un viaggio in qualcosa di speciale.

Quella che segue è una pagina di diario del mio primo viaggio in solitaria, la storia di un incontro, che desidero condividere con voi nella speranza di incuriosirvi e incoraggiarvi a prendere le valige e partire, meta Albufeira, perla dell’Algarve.

Caro diario,

oggi la giornata è splendida! Mi trovo ad Albufeira, nell’Algarve. Immagina: le case variopinte, le stradine, l’Oceano, l’aria di mare…È tutto così perfetto.

Come ti ho già raccontato, l’unico difetto del viaggiare da sola è che, a volte, mi sento persa, ci sono tante cose da vedere e da scoprire, ma non è facile farlo senza una guida. Ieri, però, è accaduta quella che definirei la svolta della mia avventura! Ero seduta sui gradini della scala di una chiesa, era mezzogiorno, e non c’erano molte persone per strada. Anzi, ora che ci penso, non c’era proprio nessuno. Me ne stavo a pensare a voce alta, o meglio, a lamentarmi del fatto di non sapere niente di Albufeira, di aver scelto la mia meta in modo casuale, e del fatto di starmene là, vinta dalla mia fretta di viaggiare. E fu proprio in quel momento che sentii una voce.

– Serve aiuto?

In un primo momento, non riuscii a vedere nessuno. “Sarà la mia immaginazione”, pensai.

– Se hai qualche problema, posso aiutarti!

Ancora una volta, quella voce. Ma chi stava parlando? Solo in quel momento notai un vecchio tram.

– Sei stato tu a parlare?

– Sì, ehilà! È la tua prima volta ad Albufeira?

– Sì…Ehm…Signor Tram? Sto impazzendo?

– No, tranquilla. Non essere sorpresa, tutte le cose hanno una voce, solo che non tutti riescono a
sentirla.

– Va bene allora. E come potresti aiutarmi?

– È molto semplice. Ora sono in pensione, ma anni fa il mio lavoro era guidare i turisti attraverso le strade di questa cittadina deliziosa. Posso mostrarti tutto, posso raccontarti la storia di ogni persona, se lo desideri. Dunque, posso esserti d’aiuto?

– Mi sembra di capire che ti piacesse molto il tuo lavoro. Sei innamorato di questo posto, non è vero?

– Innamorato? Cara Ragazza, sono più che innamorato. È un luogo pieno di vita, con tante persone, negozi, ristoranti, monumenti, un luogo pieno di storia…

– Mi interessa molto la storia!

– Sì? E dimmi, Ragazza, sai qual è il significato di “Albufeira”? Letteralmente, il significato della parola è “fortezza del mare”. Viene dalla lingua araba.

– Lingua araba? Ero sicura che fossero stati i Romani a conquistare queste terre…

– Sicuro! Ma dopo di loro arrivarono gli Arabi, fino all’anno 1249, quando cominciò la riconquista da parte del popolo cattolico portoghese. Sai dove puoi scoprire altro sulla storia della città? Al Museo Archeologico, in Piazza della Repubblica! È suddiviso in quattro periodi, preistoria, periodo romano, periodo arabo e età moderna.

– Bene, ci andrò sicuramente.

– Ottimo. E non dimenticare di visitare gli altri monumenti! Devi sapere, però, che nel 1755 ci fu un terremoto, che distrusse la maggior parte di essi, ma l’amore degli abitanti di Albufeira è grande, oggi come allora, e i cittadini si diedero un gran da fare per ricostruirli.

– Hai qualche suggerimento? Purtroppo non mi fermerò per più di tre giorni, non sono certa di riuscire a vedere tutto.

– Bene, Ragazza, ti consiglio sicuramente di visitare il simbolo della nostra città, la Torre do Relógio. È una torre dotata di una struttura di ferro, che sostiene la campana che segna l’ora. Puoi vederla illuminata nei giorni di festa. E non dimenticarti dell’Igreja Matriz, una chiesa che fu ricostruita dopo il terremoto e consacrata nel 1800. Non solo ostenta un’architettura in stile Neoclassico, ma anche una pittura d’autore, firmata dall’artista albufeirense Samora Barros, che orna l’altare maggiore della chiesa. Al di fuori della chiesa, potrai vedere la Torre Sineiro, alta 28 metri, costruita nel 1869. Ma credo che ti piacerebbe anche solo camminare per le strade del centro storico, che custodiscono l’essenza dell’antica Albufeira. I vicoli tra le case colorate, le strade piccine che si inerpicano su per la collina, fino alle caffetterie in cui risuona la musica…E poi di nuovo, giù fino al porto della città…Ti piace il mare?

– Lo adoro!

– Allora sei nel posto giusto! Qui ad Albufeira puoi trovare spiagge magnifiche. Troverai grandi spiagge di sabbia bianca, perfette per rilassarsi prendendo il sole, e spiagge incorniciate dalle falesie, dove i pescatori attraccano le loro tradizionali barche variopinte. L’acqua del mare è cristallina, così bella…

– Ah! Ora vorrei andare lì…

– Devi, Ragazza, è sicuro.

– Ti ringrazio per il tuo tempo, Signor Tram. Mi sento così entusiasta dopo aver ascoltato i tuoi consigli!

– È stato un piacere per me. Ma è mezzogiorno, devi ancora pranzare? Ti suggerisco di assaggiare la caldeira, una zuppa tipica, con pesce e verdure, o la cataplana, una preparazione a base di carne e molluschi.

– Lo farò sicuramente. Di nuovo, grazie!

Ero così felice e piena di curiosità, che me ne stavo già andando via, quando mi resi conto che non gli avevo chiesto quale fosse il suo nome. Mi voltai indietro, ma lui non era più lì. Per me, rimarrà sempre il Signor Tram, e io, per lui, sarò sempre la Ragazza…

Domani scriverò altre storie…A presto, mio caro di

 

TRADUZIONE IN PORTOGHESE

 

A MENINA E O BONDE

Quando era criança, o meu pai deu-me uma alcunha, ele chamou-me “errante”. Nos dias que correm, eu tenho a certeza que este nome, tão especial para mim, me pertence. Sou uma menina, sou uma viajante. Gosto de explorar novos lugares, de conhecer pessoas interessantes, de respirar novas culturas.

E vocês, queridos leitores, gostam de viajar? Se a resposta é sim, com certeza vocês sabem que com apenas um encontro, uma viagem se pode tornar especial.

O que segue aqui é uma página do diário da minha primeira viagem sozinha, a história dum encontro, que quero partilhar convosco na a esperança de acordar a vossa curiosidade e vos encorajar a preparar as malas e partir, destino Albufeira, pérola do Algarve.

Querido diário,

Este dia está tão lindo! Agora estou em Albufeira, no Algarve. Imagine: casas coloridas, ruas pequeninas, o oceano, o ar do mar…Tudo é tão perfeito.

Como já te contei, o único defeito de viajar sozinha é que, às vezes, me sinto perdida, há muitas coisas para ver e para descobrir, mas não é simples fazer isso sem um guia. Mas ontem aconteceu o que definirei agora, como “a virada de página” da minha aventura! Estava sentada sobre os degraus da escada duma igreja, era meio-dia e não havia muitas pessoas na rua. Agora que estou a pensar nisso, não havia nenhuma pessoa. Estava a refletir em voz alta, ou melhor, estava a me lamentar pelo fato de não conhecer nada de Albufeira, por ter escolhido o meu destino de maneira casual, e por ficar lá, vencida pela minha pressa de viajar. E foi naquele momento que ouvi uma voz…

– Precisa de ajuda?

Num primeiro momento, não conseguia ver ninguém. “Será a minha imaginação?”, pensei.

– Se tiver algum problema, posso ajudar!

Outra vez, aquela voz. Mas quem é que falou? Só naquele momento notei, um velho bonde.

– Foi você que falou?

– Sim, olá! É a sua primeira vez aqui em Albufeira?

– Sim… Ehm… Senhor… bonde? Estou louca?

– Não está. Não fique surpresa, todas as coisas têm uma voz, só não é possível para todos ouvi-la.

– Então, está bem. E como seria possível para você me ajudar?

– É muito simples. Agora, estou aposentado, mas, anos atrás o meu trabalho era guiar os turistas através das ruas desta cidade bonita. Posso mostrar-lhe tudo, posso contar-lhe a história de cada pessoa, se quiser. Então, posso ajudar?

-Posso perceber que você gostava muito do seu trabalho. É apaixonado por esta cidade, não é?

-Apaixonado? Menina querida, sou mais que apaixonado. É um lugar cheio de vida, com muitas pessoas, lojas, restaurantes, monumentos, cheio de história…

-Tenho muito interesse na história!

-Tem? Você, menina, sabe o que é que significa “Albufeira”? Literalmente, o significado da palavra é “fortaleza do mar”. É um nome que vem da língua arabe.

-Língua arabe? Tinha a certeza que foram os Romanos que tinham conquistado estes lugares…

-Claro! Mas depois deles houve os Arabes, até o ano 1249, quando começou a reconquista pelo povo católico português. Sabe onde é que pode conhecer mais sobre a história da cidade? No Museo Arqueológico, que fica na Praça da República! Está dividido em quatro períodos: pré-história, período romano, período arabe e idade moderna.

-Então, vou visitá-lo, com certeza.

-Ótimo. E não deixe de visitar os outros monumentos! Tem que saber, todavia, que em 1755 houve um terramoto que devastou a maioria deles, mas o amor dos habitantes de Albufeira sempre foi grande e os cidadãos trabalharam muito para os reconstruir.

-Tem algumas sugestões? Infelizmente, vou ficar aqui no máximo 3 dias, não tenho certeza de conseguir ver tudo.

-Bom, menina, conselho visitar, seguramente, o símbolo da nossa cidade, a Torre do Relógio. É uma torre dotada de uma coroa de ferro, que sustenta o sino das horas e encontra-se iluminada em dias de festa. E não se esqueça da Igreja Matriz, reconstruída depois do terramoto e sagrada em 1800. Não só ostenta uma arquitectura de estilo Neoclássico, mas também uma pintura de autoria, do pintor albufeirense Samora Barros, que embeleza o altar-mor da igreja. Poderá observar também, de fora da igreja, a Torre Sineiro, com uma altura de 28 metros, construída em 1869. Mas, acho que seria mesmo interessante para você, caminhar pelas ruas do centro histórico, que guardam a essência da antiga Albufeira. Os becos entre as casas coloridas, as ruas pequeninas que sobem a colina, até as cafetarias onde tocam músicas… e, de volta, vielas abaixo até o porto da cidade… Você gosta do mar?

-Eu adoro-o!

-Então, está no lugar certo! Aqui em Albufeira pode encontrar praias magníficas. Há grandes praias de areia branca, ideais para se relaxar apanhando o sol, ou praias emolduradas com falésias, onde os pescadores atracam com os seus tradicionais barcos coloridos. A água do mar é cristalina, tão bonita…

-Ah! Agora quero ir para lá…

-Tem que fazê-lo, manina, é certo.

-Obrigada pelo seu tempo,Senhor Bonde. Fico tão entusiasmada depois dos seus conselhos!

-Foi um prazer para mim. Mas é meio-dia, tem que almoçar? Recomendo-lhe saborear a caldeirada, uma sopa típica, com peixe e vegetais, o a cataplana, uma preparação com carne e mariscos.

-Com certeza! Mais uma vez, obrigada!

Estava tão feliz e cheia de curiosidade, que já estava de saída, quando me dei conta que não tinha perguntado pelo seu nome. Quando me virei, ele já não estava lá. Mas, para mim, ele será sempre o Bonde. Para ele eu serei sempre a Menina…

Amanhã, escreverei outras histórias… Até lá, meu querido diário!

 

 

 

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