L’arte si fa strada


Dal graffitismo degli anni Ottanta ai progetti di riqualificazione, gli artisti di strada hanno cambiato il volto delle città. Scopriamo la bellezza delle loro opere nel mondo lusitano

 

Testo di Adele Gemelli

Foto di Festival “Sete Sóis Sete Luas”, Anna e Pierangelo Cipollini, Angela Macaluso

Erano gli anni ’80 quando, scendendo dagli eleganti e raffinati quartieri di New York ai bassifondi del metrò, rimasi folgorata dai mille graffiti che dai muri e dalle carrozze sfidavano l’arte esposta negli splendidi musei cittadini. Fu un impatto visivo ed emozionale fortissimo: era un’esplosione di rabbia espressa con grandi lettere tracciate velocemente con bombolette spray, dalle forme più diverse e fantasiose, ora gonfiate ora stilizzate, riproducenti lo pseudonimo dell’autore, i cosiddetti Tag. Quelle bande di giovani che nottetempo si appropriavano degli spazi pubblici per lanciare i l loro messaggio di contestazione al sistema, sono oggi considerati i progenitori dei moderni Street Artists, gli artisti urbani che, negli ultimi decenni, hanno decorato molte capitali europee e non solo. In Portogallo sono moltissime le opere, gli stili, gli artisti che affrescano facciate, angoli e interi quartieri al punto che si possono tracciare svariati itinerari urbani a Lisbona, a Porto e anche a Cabo Verde, ex-colonia lusitana.

Cabo Verde

Recentemente a Cabo Verde, nell’Isola di Maio, mi sono imbattuta nell’originalissimo murale Protege la naturaleza e la cultura di  Zed 1, famoso street artist italiano che affronta la tematica della salvaguardia dell’ambiente e, in particolare, delle tartarughe marine che, sulle spiagge di Maio, depongono le loro uova: nel dipinto le piccole tartarughe escono dalle uova suonando la chitarra, a sottolineare lo stretto e innato legame dei caboverdiani con la musica .

Con il suo stile inconfondibile, surreale e poetico, Zed 1 ha affrescato mezzo mondo: a Porto, ad esempio sempre sul tema della protezione dell’ambiente marino, ha realizzato la sagoma di una balena sfruttando la volumetria dell’edificio per dare slancio alla composizione.

Sempre a Cabo Verde il famoso artista portoghese Frederico Draw ha realizzato alcuni ritratti realistici che campeggiano su intere facciate: a Maio il viso espressivo di un giovane, a Tarrafal il profilo di una donna creola, a Ribeira grande un magnifico ritratto in bianco e nero di Cesaria Evora, la più amata cantante caboverdiana.

Porto

Nel 2013, con l’elezione del nuovo sindaco Rui Moreira a Porto la street art esce dall’illegalità e i giovani artisti vengono invitati a presentare i loro progetti e finanziati. Il progetto Sulle strade del mondo cambia così il volto alla città ridando nuova vitalità a zone degradate. Il primo murale realizzato, nel 2014 tra Rua Bombarda e Rua Brandao, è il gran Don Quixote eseguito da Circo, Mesk, Fedor e Mots su una superficie di 130 mq. Da allora, e nonostante la prematura morte del sindaco, altri murales dalle tecniche e dagli stili più vari hanno invaso la città per la gioia dei passanti e dei turisti, tanto da essere inseriti nei circuiti turistici organizzati.

All’uscita del metro Trinidade, tra un filare di alberi, si possono ammirare due enormi murales, opere di artisti famosi: Invicta di Hazul Luzah e, in successione sullo stesso edificio, Porto nombre e leal di Mr Dheo che fa così omaggio alla città.

Lo stesso Hazul Luzah in una intervista racconta il suo percorso artistico: da writer trasgressivo ad artista consapevole alla ricerca di uno stile personale sempre più astratto e dinamico, influenzato da modernismo e futurismo, come è evidente in Invicta.

Nella zona intorno a Bolhao, a Bomjardin, scopriamo una galleria di visi femminili di Vhils (al secolo Alexandre Farto) dipinti con stili più o meno astratti e variopinti non solo sui muri ma anche su centraline elettriche, porte, serrande … finché dalla Rua das Flores, una delle stradine più strette di Porto, fa capolino il muso del gigantesco Gatto Blu dipinto dall’artista spagnolo Liqen. Sulla schiena del gatto, che copre l’intera parete di un edificio a più piani, prendono forma altri disegni difficili da decifrare vista l’altezza a cui si trovano…

Sull’altra sponda del fiume Douro, a Vila Nova de Gaia, si trova uno tra i più straordinari esempi di street art del famoso artista portoghese Artur Bordalo, Il Coniglio. L’installazione è stata realizzata interamente con materiali di riciclo di varia natura ( reti, barattoli, scarti di macchine, ruote,…) trovati nei cassonetti e nelle discariche, assemblati e colorati sullo spigolo di una casa. Il suo messaggio ecologico anti consumistico è chiaro: la spazzatura di un uomo è il tesoro per un altro!

Una delle rare donne attive nell’ambito della street art è l’italiana Alicé Pasquini che, a Porto, è conosciuta per i suoi grandi ritratti femminili, soggetto ricorrente nella sua opera, che la caratterizzano per la sua attenzione all’universo donna, ai temi sociali e ai sentimenti, e fanno di lei una ritrattista del sentimento umano. Come lei stessa racconta, nell’interessante intervista rilasciata ad Alessia Tommasini per la rivista Art Tribune, ha dipinto più di duemila muri in giro per il mondo, dopo aver studiato all’Accademia di Belle Arti di Roma. “Lo studio – ci dice – mi stava facendo perdere il romanticismoInvece, nel dipingere in strada, l’immaginazione, la fantasia nascono proprio da una superficie specifica, i colori cambiano da luogo a luogo. Il muro non è una tela ma ha una sua storia ed è un contesto dal quale non riesco a prescindere”.

A Porto ritroviamo ancora l’architetto Draw che, lavorando anche come direttore artistico di PUTRICA (Propostas Urbanas Temporas de Reabilitação e Intervenção Cultural e Artística), è riuscito a trasformare alcuni siti urbani fatiscenti in spazi di valore artistico e culturale. Vicino al ponte Dom Luis, ad esempio, su una parete molto degradata uno splendido ritratto di anziano portoghese, in bianco e nero su fondo rosso, sembra darci il benvenuto. L’abilità dell’artista è tale che usa le bombolette spray sul muro come se disegnasse a carboncino su un foglio!

Lisbona

A Lisbona, nel 2009, prende avvio il progetto GAU (Galeria de Arte Urbana) promosso dal Comune con l’intenzione di salvaguardare il patrimonio della città dai vandalismi e, al tempo stesso, promuovere uno spazio di liberà creativa per la street art. Così, nel 2013, cinque facciate dell’Avenida Fontes Pereira de Mel vengono affidate ad artisti di calibro internazionale e, nel giro di poco tempo, sui vecchi palazzi di quattro piani dell’Avenida appaiono i colossali coccodrilli di Ericailcane, gli strani uccelli di Lucy Mc Lauchlan, il grottesco testone di Blu che, con una cannuccia, aspira il succo dal mondo e porta sulla testa una corona su cui sono raffigurati i più conosciuti marchi petroliferi.

Un vero e proprio museo a cielo aperto dal Miradouro da Graça scende verso il quartiere dell’Alfama: si susseguono le opere più varie: dai murales anonimi a quelli firmati, da quelli naif a quelli più impegnati.
Anche le tecniche, e i risultati, variano: dagli stencil ai rulli, dai collage al trapano. Sorprendente la Calçada, dedicata ad Amalia Rodrigues, del portoghese Vhils che compone un mosaico usando la tradizionale tecnica della pavimentazione tipica di Lisbona rendendo così omaggio alla più amata cantante di fado e a tutti gli stradini.

Concludo citando Alberta Campitelli, storica dell’arte e dei giardini, che, riflettendo sul ruolo della street art a Roma e sulla sua trasformazione da pratica trasgressiva a progetto partecipato istituzionale, definisce l’arte urbana un “modello vincente” perché coinvolge lo spettatore, lo rende protagonista spezzandone la soggezione nei confronti dei musei, e trasforma l’arte in proprietà collettiva degli abitanti del quartiere affinché ne comprendano e apprezzino la bellezza.

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