Mai troppo senior


Come affrontare l’avanzare dell’età in modo attivo, partecipativo e autonomo, a tutto vantaggio della nostra salute psicofisica e della qualità della vita

Testo e foto di Elisabetta Franzoso

“Quantos anos tenho? Isso a quem importa! Tenho os anos necessários para perder o medo e fazer o que quero e sinto” (José Saramago)

Sintesi mirabile, quella dello scrittore portoghese, che ci fa capire come, arrivati ad un certo punto della vita e contrariamente a quello che comunemente si crede, gli orizzonti si amplino e ci si possa sentire maggiormente liberi di seguire le proprie inclinazioni. Con l’aumentare degli anni sviluppiamo infatti una prospettiva più chiara e più ampia di ciò che è davvero importante e diventiamo più bravi nel discernere rapidamente, organizzare e scegliere. Purtroppo noi viviamo in una società ossessionata dal mito della gioventù che spinge molti a cercare di ritardare l’invecchiamento il più a lungo possibile, magari facendo ricorso alla chirurgia plastica e ai prodotti anti-age che, in realtà, sono solo un palliativo. L’invecchiamento arriva comunque e, ricorrendo a questi metodi, si sperpera denaro che si potrebbe usare meglio, senza peraltro arrivare ad essere pienamente soddisfatti del risultato ottenuto.
Più saggio sarebbe invece focalizzarsi sui molti e benefici aspetti che caratterizzano l’ingresso nel Club dei 60-70enni e concedersi momenti rasserenanti e liberatori. L’invecchiamento non è la strada del declino totale e, come recenti ricerche scientifiche suggeriscono, presenta più vantaggi che svantaggi. La terza e la quarta età sono comparabili al momento in cui un bambino entra nell’adolescenza: il corpo cambia aspetto, le caratteristiche facciali si trasformano, l’equilibrio ormonale si scombussola e ci si deve adattare a un nuovi ritmi.

Vantaggi e svantaggi dell’avanzare dell’età

Laura Carstensen, docente di psicologia alla Stamford University, ha condotto uno studio che ha dimostrato che le emozioni negative come la tristezza, la rabbia e la paura diventano meno pronunciate con l’età.
Il sondaggio Gallup, condotto nel 2008, riferisce che lo stress e la preoccupazione diminuiscono progressivamente dopo la nostra adolescenza, raggiungendo il punto più basso intorno agli 85 anni.
Un altro vantaggio dell’invecchiare attivamente è che siamo molto più inclini a lasciar correre invece di accanirci su posizioni a volte indifendibili, perché diamo grande importanza al tempo a nostra disposizione e non vogliamo perderci in inutili discussioni.
In questa fase della nostra vita inoltre conosciamo a fondo i nostri desideri e il nostro bisogno di amore. Diversi studi hanno dimostrato che le persone anziane possono avere una vita amorosa e sessuale soddisfacente più frequentemente di quanto si possa pensare.
Ovviamente qualche lato negativo c’è….ma possiamo certamente scegliere di minimizzare o prendere le distanze da questi aspetti negativi, guadagnando in autoconsapevolezza.

Fondamenti per invecchiare attivamente

Innanzitutto è fondamentale imparare a conoscere la nostra mente e il nostro corpo e prenderci cura di entrambi tenendoli in costante allenamento. Mantenere attivi mente e corpo aiuta infatti a rallentare l’invecchiamento. Ce lo ricorda uno studio condotto dall’Università di Vienna su circa 100 anziani tra i 65 e i 98 anni, secondo il quale l’attività fisica negli anziani è importante per migliorare i parametri di salute legati alle malattie croniche e per promuovere la multidimensionalità della persona.
Basta pensare che una recente ricerca, pubblicata sul Journal of Applied Physiology, mette in luce come l’attività fisica potrebbe alterare il modo in cui invecchiamo. I ricercatori hanno messo in evidenza che le capacità aerobiche dei settantenni attivi sono migliori rispetto a quelle dei loro coetanei e li rendono biologicamente più giovani.
Anche la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, in un congresso nazionale svoltosi recentemente a Roma, ferma l’attenzione sul fatto che sport, alimentazione e stile di vita corretto, ci rendono più longevi e in grado di arrivare a età avanzata in buone condizioni fisiche. È stato calcolato che la dieta mediterranea contribuisce a far guadagnare di media 4,5 anni in più: soltanto il Giappone con 84 anni di media riesce a fare meglio di Francia, Spagna e Italia, dove si registra una media di 83 anni. Anche un recente studio inglese – che ha monitorato per dieci anni la salute di cinquemila persone – ha stabilito che la dieta mediterranea è in grado di rallentare l’invecchiamento del Dna. “Un 65enne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un 40-45enne di 30 anni fa. E un 75enne quella di un individuo che aveva 55 anni nel 1980” spiega infatti Niccolò Marchionni, professore ordinario dell’Università di Firenze e direttore del dipartimento cardiovascolare dell’Ospedale Careggi.

Condurre una vita sociale ricca di relazioni e legami affettivi aiuta a mantenersi attivi dal punto di vista fisico, cognitivo ed emozionale se non addirittura spirituale, a evitare l’isolamento che, se privo di stimoli, accelera il decadimento fisico e intellettivo, a continuare a sentirsi utili.
Invecchiando le spinte motivazionali cambiano e purtroppo la società spesso tende a isolare la persona anziana considerandola un “peso” piuttosto che una “risorsa utile” per la comunità di appartenenza e per la famiglia.
Il corpo invecchia ma le emozioni e l’energia vitale possono essere di grande utilità in numerosi frangenti. E questa energia deve essere riconosciuta, incanalata e messa a frutto. A volte basta fare un po’ di volontariato o seguire i propri nipotini!
“Rispetto agli altri Paesi – commenta il geriatra Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva – gli italiani dedicano più tempo ai rapporti familiari e sociali, e sono un pilastro della società. Oltre a occuparsi dei figli e dei nipoti, si prendono cura anche degli anziani che hanno bisogno di cure domiciliari ma non rinunciano a incontrare amici e familiari, andare a cinema (28%) e teatro (13%), ascoltare musica (76%) o passeggiare al parco (76%). Quasi 8 anziani su 10 frequentano regolarmente i propri parenti, e oltre 4 su 10 vedono gli amici almeno una volta alla settimana.
Secondo la ricerca “Generazione 55 special”, condotta da IPSOS su seimila persone in Italia, nove anziani su dieci sono in buone condizioni, la metà è autonoma fino a 80 anni e più di 8 senior italiani su 10 sono soddisfatti della propria vita, pur ammettendo (quasi 5 su 10) che la condizione generale sia peggiorata rispetto al passato. L’avanzare dell’età non scalfisce però l’autonomia: quasi la metà dei 75-84enni è indipendente, oltre 6 su 10 si occupano regolarmente dei propri nipoti (solo 3 su 10 negli altri Paesi) e il lavoro di nonno è a tempo pieno per il 57%.”
Quando invecchiamo, molti di noi si lasciano dominare dalle paure ma, come sappiamo, la paura, tranne i casi in cui sia una sana reazione a qualcosa che minaccia la vita, non produce nulla di positivo. Possiamo però superarla e trasformarla in beneficio considerando un’alternativa: invece di pensare che la vita sta gradualmente diminuendo, possiamo iniziare a vederla come una fase di approfondimento e di grande libertà fino a intravvedere che i vantaggi superano di gran lunga gli svantaggi. Certamente non possiamo azzerare i lati negativi dell’invecchiamento ma possiamo accettare e abbracciare la nostra paura e la realtà dei nostri cambiamenti fisici, adeguandoci ad essi e rispettando le nuove esigenze che il nostro corpo richiede, a cominciare da una buona dieta.

Questo è il periodo migliore per iniziare a concentrarsi sugli aspetti positivi dell’età matura. L’invecchiamento sereno ed attivo si concretizza attraverso attività fisiche, cognitive e collaborative che contrastano il senso di solitudine, l’inettitudine, la svalutazione che la persona può percepire soprattutto al raggiungimento della pensione e/o quando si trova lontano dai propri cari.
Ammettiamolo: quando ci focalizziamo sugli aspetti negativi e non prendiamo nella giusta considerazione i benefici dell’età matura, in pratica stiamo dicendo a noi stessi e alle generazioni più giovani, che una volta raggiunta una certa età, la parte migliore della vita si può considerare finita! Stiamo dando ragione a ciò che la società e le grandi imprese vogliono che crediamo e alla fine cerchiamo al di fuori di noi ciò che potrebbe farci sentire meglio.
Invecchiare è un ottimo momento per affrontare qualcosa di nuovo, scoprire nuove attività o dedicarsi a hobby che in gioventù non abbiamo potuto praticare, recuperando magari una vecchia chitarra dimenticata in magazzino o tornando all’università per completare studi lasciati in sospeso…. Mentre i nostri figli vanno a scuola e iniziano le loro vite, finalmente abbiamo l’opportunità di dedicare più tempo a noi stessi. Senza dover continuamente controllare e pianificare la vita di un’intera famiglia, e, se si è in pensione, senza la routine quotidiana, senza dover andare in ufficio, si inizia ad avere tempo per sé stessi come mai prima avrebbe potuto essere. Grazie al maggior tempo a disposizione, all’aumentato senso di sé e alla crescente capacità di apprezzare gli attimi, vedremo svilupparsi in noi un forte desiderio di vivere la vita più pienamente.

In sintesi

Affrontare l’avanzare inesorabile dell’età può essere un’esperienza difficile. Cambiare non è mai facile, soprattutto se ci confrontiamo con gli standards della società in cui viviamo. Il rischio poi, se ci manca consapevolezza e conoscenza di noi stessi, è di diventare preda della paura e del dolore esistenziale legato al cambiamento e di cadere inevitabilmente nella famosa crisi di mezza età che può prendere forma in diversi modi: alcune persone cadono in depressione, alcune cercano di nascondere le insicurezze puntando su aspetti materiali e modifiche estetiche, altre affrontano cambiamenti drammatici come lasciare la propria famiglia, altri ancora dedicano tutto il loro tempo e attenzione ai loro figli. Nessuno di questi meccanismi estremi di coping (la strategia di adattamento) ci aiuta a compiere una transizione dolce, anzi, ci può anche portare a uno sbilanciamento energetico fisico e mentale da indurci a fare fare scelte che ci indeboliscono.

DECALOGO DELL’INVECCHIAMENTO ATTIVO

Ecco alcune regole da tener sempre presenti:

1) Muoversi e praticare attività fisica

2) Seguire una dieta sana ed equilibrata per il controllo del peso

3) Contrastare la tendenza alla solitudine

4) Non focalizzarsi sui propri pensieri, soprattutto se negativi

5) Concentrarsi sul cambiamento dell’affettività

6) Scegliere e praticare hobbies e passioni personali

7) Svolgere attività cognitive per mantenere concentrazione e memoria

8) Rendersi utili agli altri

9) Viaggiare e riscoprire la voglia di conoscere

10) Rinnovarsi emozionalmente e spiritualmente

 

 

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