Pacchia per golosi!


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Entrata libera al Centro Cultural António Aleixo, nel centro di Vila Real de Santo António, per gustare i prodotti della tradizione dolciaria algarvia, fino a domenica 14 ottobre alle 21.00.

Testo e foto di Enrico Venti (https://www.facebook.com/groups/gruppoVRSA)

 

Arrivata quest’anno alla sua sesta edizione, ed organizzata dall’Associazione degli Impresari di Vila Real de Santo António in collaborazione con il Comune, “Os sabores do Guadania” è un vero paradiso per i golosi, con vendita diretta, sessioni di arte culinaria dal vivo e dimostrazioni gastronomiche. Il tutto in concomitanza con “A Feira da Praia” che richiama migliaia di visitatori che invadono la città, affollando marciapiedi, ristoranti e bar, dalle prime ore del mattino fino a tarda sera.

Ma lo sapevate che l’attività dolciaria tradizionale portoghese ha la sua origine nei conventi e monasteri, al punto che si parla espressamente di Doçaria conventual?   I dolci erano infatti sempre serviti a tavola nei conventi, ma solo dal XV secolo, con la produzione e il commercio dello zucchero, raggiunsero la notorietà.

La pasticceria conventuale portoghese ha una lunga tradizione, diffusasi anche oltremare, e ha come ingredienti di base lo zucchero, e gli sciroppi da esso ricavati, le mandorle e le uova, di cui il Portogallo, tra il XVIII e il XIX secolo, fu il maggior produttore europeo.
All’epoca però, per i dolci, venivano usati solo i tuorli e invece gli albumi venivano esportati nell’Europa occidentale per essere utilizzati nella produzione di vino bianco o nelle attività di stireria per abiti eleganti mentre i tuorli d’uovo in eccesso diventavano cibo per gli animali.
Solo con l’introduzione su larga scala dello zucchero, proveniente dalle colonie portoghesi, il destino dei tuorli divenne quello di essere amalgamato allo zucchero e dare inizio alla Doçaria conventual.

Dalla metà del XVIII secolo, quando in Portogallo furono abrogati gli ordini religiosi, monache e monaci dovettero affrontare il problema del proprio sostentamento e per questo ricorsero alla vendita dei dolci di loro produzione. Tramandate di generazione in generazione, le deliziose ricette della doçaria conventual portoghese vennero poi divulgate al di fuori dei conventi giungendo fino a oggi.
Tra queste il Folar e la Bola de Berlim.

Il Folar è un pane tradizionale portoghese tipico del periodo pasquale. La ricetta varia da regione a regione e può essere dolce o salato. A Pasqua è tradizione offrire il Folar ai sacerdoti e ai padrini, come nella tradizione della distribuzione del pane nell’Ultima Cena. Talvolta è guarnito con uova sode, come rappresentazione simbolica della rinascita e della risurrezione. Ci sono poi alcune varianti: il Folar de Chaves, popolare nelle regioni nordorientali di Chaves e Valpaços, farcito con maiale, prosciutto, salpicão e linguiça e il Folar de Olhão, tipico dell’Algarve, composto da sette strati con zucchero fuso e cannella, o, più comune, con anice e cannella.

La Bola de Berlim è un dolce tradizionale simile alla versione tedesca di solito farcita con frutti rossi (fragola, lampone, ecc.). La Bola de Berlim portoghese invece è farcita con crema pasticciera, come i tradizionali Krapfen (graffe, bombe, eccetera) italiani, fritti e cosparsi di zucchero, prima di essere riempite e, a volte, anche senza ripieno.

Tutti da provare, insieme ai pasteis de natas, alle florentinas e tanti altri!

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