Piccola cronaca


Racconto in viaggio, da Lisbona a Viana do Castelo.

Giuseppe Falletti è un nostro lettore ed è, anche lui come tanti altri italiani, alla ricerca di un luogo, in Portogallo, in cui abitare ma lui vuole anche lavorare, per trasferirsi e aprire un’attività. Ha infatti avuto incarico in esclusiva, da una importante azienda, di avviare una decina di Punti Vendita per la commercializzazione di pasta fresca e sughi regionali italiani sia da asporto sia con degustazione in loco. Così Giuseppe e sua moglie nelle scorse settimane hanno deciso di fare un sopralluogo mirato e, nel contempo, cominciare a conoscere il Portogallo. Questa cronaca, proposta per immagini e impressioni, è il risultato della sua prima esplorazione, cui ne seguiranno altre a breve. Chi fosse interessato al progetto, può contattarlo via mail (pfalletti@icloud.com) oppure al telefono (+39.335.6062938)

 

Testo e foto di Giuseppe Falletti

Il nostro viaggio si apre all’insegna della fatica: ci alziamo alle quattro del mattino; partiamo con un’ora di ritardo causa sovraffollamento cieli, così ci dicono ma… se c’era un corteo di angeli, io non l’ho certamente visto; in aeroporto con difficoltà recuperiamo l’auto prenotata e infine, con un discreto dispendio di energie, disabituati come siamo al cambio manuale, raggiungiamo l’hotel.

LISBONA però ci ripaga subito rivelandosi una città stupenda, una vera metropoli, molto caotica (credo ci siano più turisti che popolazione locale) e costosa, con un forte contrasto tra il vecchio e il nuovo che si fondono in un contesto armonioso. Visitiamo la parte antica con il quartiere arabo, la zona di Belem (e io rimango deluso perché non trovo la Rodriguez …ma mi spiegano la differenza, hahaha….) e poi, annesso al Palazzo di Belem (l’attuale residenza del Presidente del Portogallo), il museo delle carrozze reali collocato nel vecchio maneggio, il Picadeiro Real, progettato dall’architetto italiano Giacomo Azzolini.

SINTRA è tutta in salita e piena di scalinate che mettono a dura prova le nostre gambe ma è magnifica, immersa in un verde di alberi secolari di ogni specie con case, ville e castelli fantastici in un connubio di vari stili architettonici, dal gotico-manuelino a tracce di stile rinascimentale e romanico. La residenza Quinta de Regaleira per esempio è immersa in un parco che, nel nostro giro di due ore, non riusciamo a vedere per intero e che scopriamo essere stato progettato, anche in questo caso, da un italiano: l’architetto, e scenografo, Luigi Mannini. La parte storica della città è piena di viuzze, dappertutto si trova da mangiare e le strade sono zeppe di negozietti di artigianato. Prima di andarcene facciamo un giro sul trenino a scartamento ridotto, del 1945, che va da Sintra a Colares: un salto nel passato, un mezzo senza porte, manovrabile con una rumorosa manovella tipo quelle dei tram e una gigantesca ruota che ricorda il timone di una barca ma che non ho idea a cosa serva. Per prenotare la fermata si deve tirare un cordino appeso lungo la carrozzeria…….

OBIDOS è un piccolo centro medioevale che si visita in poche ore, caratteristico per le sue viuzze, in particolare la Rua Direita, su cui si affacciano negozietti di souvenir locali espressamente pensati per la folla di turisti che vi transita, affascinante a cominciare dalla Porta da Vila, d’accesso a Obidos, che racchiude una splendida cappella tappezzata di azulejos che sovrastano l’apertura principale verso le mura. Passeggiamo a lungo, fermandoci solo per assaggiare la corroborante ginja, il liquore alle ciliege di Obidos. É un borgo da visitare e poi spostarsi altrove, alla Lagoa d’Obidos, per esempio, o a Foz de Arelho.

SAO MARTINHO DO PORTO, è la nostra tappa successiva, sulla strada per Nazarè. Ce lo saremmo probabilmente persi se la nostra connazionale Serena Alba, con la quale ci incontriamo per un caffè, non ce lo avesse caldamente consigliato. È un posto incredibile, con una grande spiaggia e tanti bellissimi palazzetti affacciati sul mare che trasmettono serenità solo a guardarli. Peccato che, per le nostre velleità lavorative, sia un po’ piccolo: capiamo infatti che lavora tantissimo per il turismo nei quattro mesi estivi poi passa alla calma piatta per il resto dell’anno.

NAZARE’ famosa per la sua ampia spiaggia e un oceano che definirei “irascibile”, dove si cimentano i surfisti più esperti, ci riserva nebbia al mattino e sole pieno poche ore dopo e ha un’atmosfera, nella zona alta, che ricorda quella della nostra Napoli per le vie strette, le auto parcheggiate ovunque, i piccoli negozi che vendono di tutto, la biancheria stesa.

FATIMA ci accoglie con il bianco candore e il silenzio della piazza, il Recinto delle Preghiere, di fronte alla Basilica de Nossa Senhora do Rosario, mentre il suono delle campane e il mormorio delle preghiere sottolineano l’atmosfera mistica che sorprende anche chi vive la fede in modo estemporaneo.

COIMBRA si staglia arroccata e si rivela il tempio della cultura universitaria, qui la popolazione è rappresentata infatti per gran parte dagli studenti che vi arrivano da tutto il mondo grazie alle opportunità offerte dall’Erasmus. Ci godiamo il panorama sul grande fiume (il Mondego) e osserviamo un po’ incuriositi gli universitari a spasso con le loro divise e il mantello (la capa), poi visitiamo la ricchissima Biblioteca Joanina, realizzata tra il 1717 e il 1728, in cui gli studiosi e i bibliofili hanno a disposizione oltre 300 mila volumi antichi conservati tra le antiche scaffalature e i dipinti a trompe l’oeil con i quali è decorata.

AVEIRO parla molto di noi: tutti infatti la definiscono la “Venezia del Portogallo” per i numerosi canali che la attraversano e per le caratteristiche imbarcazioni di legno (i moliceiros) sempre stracolme di turisti. Bello il piccolo centro storico.

PORTO è una città in piena ristrutturazione (ovunque si vedono gru e ponteggi), è abbastanza grande ma meno caotica di Lisbona e anche qui non mancano le salite e le discese, i collegamenti delle linee metropolitane sono ottimi e connettono velocemente ogni punto, dall’aeroporto al mare (Povoa è a 30 minuti). Centro storico fantastico, locali strapieni, negozi che vendono solo sardine ma sembrano boutiques, automobilisti molto “scattanti”, il fiume e le sue sponde (la Ribeira da un lato e le cantine vinicole dall’altro) piene di vita e, immancabili, una quantità impressionante di turisti. Si mangia e si beve ovunque e a tutte le ore. In trasferimento verso Porto abbiamo fatto una piccola deviazione per andare a visitare Povoa: una cittadina grande, tutti palazzoni, senza un centro storico, con una grande e lunga spiaggia e un lungomare molto commerciale (in un chilometro abbiamo visto tre gelaterie italiane, di queste ,due con nome Monnalisa)

BRAGA è la città che maggiormente mi ha colpito, con il suo gradevole mix di antico e moderno, culla del Cattolicesimo con chiese stupende, con due torri campanarie laterali e relativi orologi (il perché, visto che entrambi segnano la stessa ora, resta per me ancora un mistero). Da non perdere la visita al monastero Bom Jesus do Monte raggiungibile affrontando circa 400 scalini o, più comodamente, con il trenino che sale grazie ad un motore idraulico.

VIANA DO CASTELO si mostra a noi come una cittadina che si sta espandendo e ricca di bellezze architettoniche, con un grande fiume, il Lima, ma anche importante porto di pesca e località balneare dal clima dolce. Vi si accede percorrendo un lungo ponte in ferro che ricorda la struttura della Torre Eifell (e infatti è stato proprio Gustave Eifell a progettarlo, nel 1877). Bello il lungo fiume e interessante la bianca nave-museo, la Gil Eannes, ormeggiata sul fiume. Un tempo forniva assistenza sanitaria ai pescatori in mare aperto mentre ora è un’attrazione turistica ed è adibita a ostello, con 60 posti letto. Da non perdere assolutamente, arroccato su un colle a cinque chilometri a nord di Viana, il maestoso Santuario di Santa Luzia. Altra funicolare per visitarlo e poi salita sulla cupola da cui si gode una vista meravigliosa, quale degna conclusione del nostro viaggio.

A Viana termina il nostro itinerario esplorativo e sicuramente vi aspetterete un commento: non farò confronti tra le bellezze del Portogallo e le nostre, ma per la gente che ho conosciuto sì…perché mi è piaciuta molto, e altrettanto per le strade a lunga percorrenza che sono ottime, noi ce le sogniamo!

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