Sulla linea dell’equatore


Sao Tomè Island

Alla scoperta dell’arcipelago di São Tomé e Príncipe, nazione insulare africana ora indipendente dal Portogallo, lasciandoci guidare da tre italiani che lì hanno scelto di vivere

Testo di Teresa Scacchi. Foto di Eugenio Bersani e Teresa Scacchi

Il mio viaggio è stato un sogno realizzato. Conosco già molto bene altri Paesi dell’area lusofona: Capo Verde, Brasile e, naturalmente, Portogallo. Nel cuore avevo queste due isole che con la lettura di Equatore di Miguel Sousa Tavares sono diventate una meta da scoprire appena possibile. E finalmente l’occasione è arrivata: per un reportage, io e Eugenio Bersani, fotografo-amico-direttore della rivista Latitudeslife, siamo riusciti a partire, ormai più di due anni fa, grazie al supporto del tour operator  Il Viaggio-Journeys &Voyages (ilviaggio.biz) con un volo TAP via Lisbona-Accra. Esperienza indimenticabile, luoghi fantastici, persone splendide, cibo buonissimo. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare e condividere il viaggio con alcuni italiani che lì hanno deciso di vivere ed è attraverso le loro emozioni e sensazioni che voglio raccontarvelo. Attualmente il piccolo arcipelago sembra essere uno dei pochi Paesi pressoché immuni dal nuovo Coronavirus; per prevenzione, già da inizio di marzo, era permessa l’entrata soltanto a chi avesse certificato l’esito negativo al tampone. Però i collegamenti sono praticamente fermi come ovunque… ma è solo questione di tempo e riprenderemo tutti a viaggiare e a scoprire angoli, pure minuscoli, di mondo. E allora se in questo momento di crisi è impossibile raggiungere il piccolo arcipelago, nulla vieta di conoscerlo un po’ meglio e attendere il tempo dell’andare e dell’avventura.

Pura natura

Una meta inusuale, con la foresta primaria che qui sembra venirti incontro e abbracciarti. Ma non solo: un viaggio emozionante, sicuro, autentico e rigenerante, al ritmo di “leve-leve”, piano piano. Nel Golfo di Guinea, dove il continente africano “fa il gomito”, si trova l’arcipelago di São Tomé e Príncipe, ex colonia portoghese, oggi piccola repubblica indipendente. Lingua ufficiale è infatti il portoghese. Le due isole principali sono appunto São Tomé e Príncipe. Venire in questo angolino tagliato dall’Equatore significa entrare in una natura esplosiva e avvolgente, gioiello intatto della biosfera, fra spiagge incantate, popolazione pacifica e sorridente e antiche tenute coloniali, le roças. Non sono necessarie vaccinazioni, la malaria è debellata e la religione dominante è quella cattolica (82%), poi protestanti e animisti. Il turismo è arrivato da poco, ma cresce, con giudizio. Perché anche i nuovi imprenditori, come il magnate sudafricano Mark Shuttleworth, hanno capito che la vera ricchezza è l’ambiente, da rispettare e conservare. Così come il cacao, buonissimo, forse il migliore al mondo, il caffè, le spezie, sette qualità di banane, ottimi frutti tropicali. Il posto perfetto per staccare e rigenerarsi. Trekking, bagni, immersioni, snorkeling, puro relax, golosità di terra e di mare. Per tutto questo São Tomé e Príncipe è entrato a pieno titolo nella “Top 10 Best in Travel 2019 Lonely Planet” (lonelyplanetitalia.it).
Qui la foresta primaria equatoriale è al secondo posto come importanza in una lista di 75 foreste africane. Ci sono 22 specie endemiche di uccelli e 42 di animali (non pericolosi) e poi vegetali studiati da esperti di tutto il mondo, 5 specie di tartarughe marine, balene, pesci multicolori.

Expat italiani

Fra le bellezze delle isole ci guidano tre italiani che hanno scelto di vivere qui: un agronomo, una responsabile d’impresa sociale, un proprietario di eco-lodge. Scopriamo con loro perché andarci.

Claudio Corallo, coltivatore e produttore di cacao e caffè, è arrivato quasi per caso sull’arcipelago negli anni 90, dopo altre esperienze in Africa e Sudamerica. “A Príncipe – ci racconta – ho ritrovato la varietà originale di cacao importata dai portoghesi dal Brasile agli inizi dell’Ottocento, ormai non più coltivata, dalle caratteristiche eccezionali. Le piante sane si erano conservate grazie alle scimmie, che mangiano solo i frutti migliori e ne scartano i semi”.

Qui Corallo poi ha acquistato l’antica tenuta coloniale di Roça Terreiro Velho dove coltiva il cacao che poi trasforma artigianalmente nel laboratorio a São Tomé in cioccolato, purissimo e senza compromessi, esportato e celebrato in tutto il mondo. “Venite a trovarmi e capirete come nasce un cioccolato davvero naturale, dal campo alla tavoletta, e assaggerete anche il mio caffè e le spezie”. E poi Príncipe è piena di bellezza, per metà parco naturale e dichiarata Riserva UNESCO della Biosfera. Fra le spiagge, imperdibile Praia Banana, una mezzaluna dorata circondata da palme, rocce nere e acque smeraldo ripresa anche in una pubblicità della Bacardi, e insenature meravigliose come Agua Izé. (claudiocorallo.com)

Tiziano Pisoni, è il proprietario dell’eco-lodge Mucumbli oltre che di un’agenzia viaggi locale ed è a São Tomé da quasi 30 anni per gestire progetti di sviluppo e per creare opportunità di lavoro, insieme alla moglie Mari. “Ho realizzato l’eco-resort Mucumbli nel pieno rispetto dell’ambiente. Offriamo comodi bungalow disseminati in un parco sull’oceano: tramonti magici e albe incredibili”.

Le loro guide locali vi portano alla scoperta della natura fantastica dell’isola. Si può infatti salire verso il Pico Mateus fino a Roça Saudade, a 900 metri di altezza, alla casa-museo-ristorante di Almada Neigreiros, personaggio speciale, godendo una vista magnifica sulla foresta. Si va poi alla cascata São Nicolão, un salto di 35 metri per una delizia di spruzzi e frescura, e a Roça Monte Cafè, col museo dedicato al caffè. A Praia Inhamme e sulle bellissime spiagge di Piscina e Jelé da ottobre a febbraio c’è la deposizione delle tartarughe, osservabile con accompagnatore. Praia Tamarindo, candida e orlata da tamarindi e palme, è quasi irreale. Con una lancia si raggiunge l’Ilheu de Rolas, per saltellare sulla linea dell’Equatore, esattamente in mezzo al globo. In mare facile vedere delfini, e in stagione, balene. (mucumbli.wordpress.com). A São Tomé da visitare Roça Agostinho Neto, integra e imponente. Roça São João: oggi spazio per turismo culturale e hotel ristorante del poliedrico João Carlos Silva. A Príncipe Roça Paciencia, con produzione e emporio di golosità e la stupenda Roça Sundy, resort coloniale di charme.

Giovanna Maserati, è la responsabile dell’impresa sociale Fluta Non e dal 1984 vive nell’arcipelago al servizio della cooperazione internazionale. “Pur abitando a Neves, dove c’è l’impresa sociale che gestisco coordinando personale locale per la trasformazione in farine di frutta tropicale, fruta-pão, banane e altri vegetali dalle ottime proprietà nutrizionali, vado spesso nella capitale São Tomé”.

Seguendo i suoi racconti possiamo vedere bene gli aspetti caratteristici della città. Il passato coloniale rivive nel palazzo presidenziale Cor de Rosa, e nella Cattedrale da Sé, la più antica dell’Africa subsahariana, ornata da tipiche azulejos. Poi Praça da Indipendencia, dove si svolgono gli spettacoli più importanti, come il Festival musicale della Gravana. La piazza Amizade e Solidariedade entre os Povos sembra il set di un film d’epoca. Presso il porto, il CACAU – Casa de Artes, Cultura, Ambiente e Utopia – è un punto d’incontro per expat con musica dal vivo. Ospita mostre e promuove la Biennale d’Arte. Il museo nazionale nel Forte di São Sebastião contiene testimonianze della storia dell’arcipelago. Ma l’anima popolare di São Tomé è il mercato municipale, frutta e verdura di ogni tipo, tessuti colorati e oggetti vari. Spesso la gente non usa soldi, ma baratta. (alisei.org)

Una scelta, forse, per pochi

Perché andare in un posto così isolato? Intanto perché qui si respira l’Africa prima dell’uomo: l’eco di un mondo arcaico e perduto che ci ha originato. Anche da una natura come questa è partita la storia che ci ha portato lontano. Una natura preservata e restituita pressoché intatta. Se si è in cerca di atmosfere caraibiche al largo della costa africana, non è così, seppure spiagge ce ne siano e anche molto belle. Come abbiamo visto seguendo le nostre guide locali c’è tanto di più. E infine c’è la sodade (equivalente della saudade) di un popolo che ha reinventato le proprie radici, o ha dovuto dimenticare la patria lontana senza mai perderla del tutto, come i tanti capoverdiani portati dai colonizzatori con l’illusione di una vita migliore. Si apre anche a noi e si svela la malinconia, la nostalgia, il “desio” per quello che si è lasciato, o avrebbe potuto essere. Ma nell’esplosione di fiori meravigliosi e sconosciuti, di profumi intensi ed echi di musiche dolcemente ritmate in un cielo tempestato di stelle, mentre l’oceano accarezza una spiaggia solitaria, come per miracolo il vuoto si colma e si riempie di un’impensabile, sconosciuta, definitiva serenità.

Obrigada, São Tomé.

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