Tuk-tuk adventure


Una giornata in corsa, con il vento tra i capelli e negli occhi un panorama sempre diverso, con il Tuk-tuk Atlantico da Lisbona a Cascais, Cabo da Roca, Sintra e poi via per il volo verso casa

 

Testo e foto di Elisabetta Franzoso

 

Terminata la visita di Lisbona, avevo a disposizione ancora un solo un giorno per esplorarne i dintorni. Ricordando i racconti e i suggerimenti di un’amica Italiana, sposata con un portoghese, decisi di andare a Sintra. Alla Stazione di Rossio avevo visto che i treni erano molto frequenti e non avrei dunque avuto problema ad andarci in giornata per conto mio. Però….. ancora una volta da sola e io ne avevo davvero abbastanza!

L’incontro con Patricio, il giorno prima, mi aveva però fatto venire un’idea che risultò essere, per me almeno, alquanto brillante: organizzare un mini-viaggio con il suo Tuk-tuk, in visita ai dintorni di Lisbona e fino a Sintra! Sorrisi pensando che se avessi chiesto un parere a qualche amica, mi avrebbe sicuramente fatto notare che, come sempre, a me vengono idee, e mi lancio in situazioni, quantomeno fuori dall’ordinario….

Dato che ho imparato ad ascoltare poco la gente quando giudica le mie scelte, andai avanti con l’idea che mi era balzata improvvisamente in testa. Chiesi dunque a Patricio un preventivo e, ovviamente, se lui fosse disponibile. Mi rispose entusiasta: “Come no, Elisabetta! Io organizzo regolarmente tour di una giornata, o anche solo di mezza giornata, spesso fuori Lisbona”.

Era fatta! Trattammo il prezzo e gli dissi che la mia unica difficoltà era avere sufficiente contante per pagarlo, dato che non riuscivo a prelevare denaro dal bancomat. E anche questo si rivelò un non-problema: Patricio e io ci accordammo per un full day tour, dalle 10.30 del mattino fino a sera, con arrivo direttamente in aeroporto così avrei potuto portare con me la valigia a mano e sfruttare ogni attimo della giornata.

Pronti, via!

Ed eccoci dunque in partenza insieme. Avevo così risolto anche il problema della solitudine, sarei stata in compagnia per tutto il viaggio. E non avrei potuto scegliere meglio, perché Patricio era risultato essere, fin dal giorno precedente, una guida turistica strepitosa e gentile e, inoltre, un autista di Tuk-tuk molto in gamba.

Usciti da Lisbona iniziammo la nostra corsa e la giornata, che si preannunciava intensa, chiacchierando amabilmente: lui al volante e io impegnata a guardarmi attorno, mentre ci lasciavamo alle spalle la metropoli e iniziavamo dunque questa simpatica avventura.

La cosa che notai subito con piacere fu che dal Tuk-tuk, che non poteva andare veloce ed era aperto ai lati, potevo osservare il paesaggio senza filtri, con estrema immediatezza e grande comodità, quasi come fossi seduta in salotto a guardare un film. Testa a destra, testa a sinistra, spazio tutto per me, intorno a me. La mia valigia intanto stava al sicuro nel piccolo bagagliaio dietro: che sollievo non dover sprecare tempo per tornare al B&B a riprenderla prima di andare all’aeroporto al ritorno la sera!

Prima tappa

Cascais fu il nostro primo stop per fare una foto davanti al Casinò Estoril, quello reso famoso dal film “Casino Royale” in cui James Bond debuttò come agente segreto 007, e poi nella piazzetta che guarda direttamente il mare. Patricio si prendeva cura del Tuk-tuk e della mia valigia e intanto non mancava di scattare foto ai luoghi e a me che potevo così allontanarmi per piccoli giretti in libertà, senza dovermi preoccupare del bagaglio. Cosa avrei potuto volere di più?

Mentre percorrevamo la strada che ci avrebbe condotti a Cabo da Roca il cielo cambiò aspetto, addensandosi di nuvole basse. Dentro di me, lo ammetto, mi chiesi se davvero avrei voluto continuare o, piuttosto, interrompere il viaggio e rientrare. Iniziava a fare anche fresco. Patricio però ha una dote rara, oltre al suo sorriso: ha una mente positiva. E inoltre conosce bene il suo paese e anche le condizioni meteorologiche. Mi disse infatti di non preoccuparmi infondendomi il coraggio che mi serviva per fare scomparire i dubbi.

E così iniziò l’avvicinamento al Cabo. In lontananza continuavo a vedere Sintra e intanto pensavo, vedendo la strada andare in salita, “Chissà se il Tuk-tuk ce la farà, se ho fatto la cosa giusta, chissà se era stato giusto fidarmi, e affidarmi, a Patricio che, in fondo, conoscevo da sole 24 ore…”. Ma io so che sono fatta così: mi fido sempre di tutti!

Pensai che, per lui, guadagnare centocinquanta euro (inizialmente ne aveva chiesti centonovanta) era importante e quindi avrebbe voluto portare a compimento il suo impegno di guida e conducente di Tuk-tuk. Per me invece era stato di base uno sfizio, e la voglia di avventura, a spingermi a improvvisare una gita con un veicolo che avevo sempre e solo usato quando vivevo in Asia o quando avevo visitato l’India.

Inutile dire che prevalse la curiosità e la voglia di avventura……….

Spettacolo sul mare

Arrivammo così a Cabo da Roca e fu uno spettacolo e una grande emozione tornarvi per la seconda volta, dopo 35 anni circa. Il cielo nel frattempo, come Patricio aveva previsto, si era schiarito e il sole brillava, dandoci il tempo per ascoltarci dentro e respirare aria pulita. Poi via con le foto con Patricio che mi aiutava a non fare solo selfies!

Poche decine di turisti si aggiravano nei paraggi e dopo aver preso un caffè nel Bar do Binho, l’unico bar e ristorante presente, ci avviammo sulla strada per Sintra.

Un viaggio piacevole, era proprio vero quello che mi avevano raccontato: fare quel tratto in macchina o, meglio, in Tuk-tuk è veramente spettacolare. Il tempo ci fu anche amico. Il sole continuò a brillare fino al nostro arrivo a Sintra dove andammo a pranzare al D. Pipas, un ristorante che Patricio conosceva e dove trovammo da parcheggiare proprio davanti all’ingresso, come solo con il Tuk-tuk è facile fare.

Io e Patricio stavamo conoscendoci e il pranzo fu l’occasione per sapere della sua famiglia, del lavoro, dei suoi figli e della sua passione per la fotografia cui mi aveva già accennato il giorno precedente scattandomi foto nel centro di Lisbona. Passione e lavoro che aveva dovuto lasciare da qualche anno per cercare un lavoro più remunerativo per poter provvedere alla famiglia.

Offrii il pranzo a Patricio e pensai che se lo era meritato oltre la somma che avevamo accordato per il tour. Non vi posso dire quante cose mi aveva raccontato durante quelle prime 5-6 ore insieme, quante foto mi aveva scattato e quanta generosità e gentilezza avevo sentito sentito fluire dal suo cuore da quando eravamo partiti.

Il mio lavoro di coach mi aiuta a identificare e “sentire” le persone e anche se mi apro innocentemente a tutti, riesco a intuire l’anima della gente, anche solo dopo qualche ora e qualche chiacchiera insieme. Non mi ero sbagliata a fidarmi dunque: Patricio è un eccezionale essere umano, eccezionale anche come guida turistica.

Tra le vie del centro

A Sintra Patricio fermò il Tuk-tuk in una strada fuori dal centro storico e mi disse di entrare da sola nella cittadella (lui sarebbe rimasto a guardia della mia valigia a mano) e mi suggerì una sosta in una pasticceria locale dove fanno il dolce di Sintra che è unico. Onestamente se vi fossi andata in treno non avrei potuto conoscere quello che Patricio mi stava facendo vedere. Mi sarei fermata a Sintra. Punto. Invece, nel giro di quattro ore circa da che avevamo lasciato Lisbona, avevo visto praticamente tutta la costa, rivisitato Cabo da Roca e ero giunta alla pasticceria indicatami. Comprai due dolci tradizionali, ci gustammo quel momento “dolce” di sosta e poi riprendemmo il cammino.

La strada del ritorno fu diversa da quella dell’andata. Patricio l’aveva studiata appositamente. Stavamo rientrando e doveva essere più veloce. Fece solo una breve deviazione per portarmi a vedere un lago nascosto e poco conosciuto dai turisti, mi disse, se pur vicino ad un hotel di lusso, con tanto di campo da golf annesso.

Prima di rientrare Patricio mi chiese se volevo fare una sosta in una spiaggia vicina a Cascais e fare qualche foto. Così fu. E quando rientrammo a Lisbona verso le sei del pomeriggio, mi chiese se volevo andare a visitare il Monastero di Belem che, nei giorni precedenti, non ero riuscita a vedere. Ovviamente risposi di sì. Fantastico essere in Tuk-tuk perché in normale taxi, a quell’ora, non ci saremmo certo potuti fermare sulla piazza della splendida Chiesa, proprio di fianco al Monastero. Momento perfetto per una visita: non c’era anima viva, tranne noi!

Verso l’aeroporto

E infine, Patricio volle offrire lui qualcosa a me: il dolce più famoso di Lisbona, proprio nel luogo dove fu inventato. Mi lasciò allora vicino al Tuk-tuk e io ne approfittai per farmi fare un’altra foto ricordo davanti alla famosa torre sul mare e andò a comprare un paio di buonissimi Pasteis de Belem. Erano le prime luci del tramonto. Lisbona è splendida a quell’ora e il Barrio de Belem, dove ci trovavamo, aggiungeva qualcosa all’atmosfera già colorata di varie sfumature di rosa.

Ormai era arrivato il momento di andare in aeroporto, quando Patricio pensò di aggiungere qualcosa al tour già così ricco di luoghi e di emozioni: mi portò a visitare il quartiere LX Factory, dove un tempo avevano sede le vecchie stamperie ma che oggi è stato trasformato in un piccolo sobborgo artistico popolato di caffè e ristoranti. Non ci fu bisogno di scendere e parcheggiare: con il Tuk-tuk, agile e rapido, potevamo entrare direttamente tra le colorate viuzze del rione. Fu questa l’ultima tappa, da me molto gradita e che consiglio a tutti.

E infine il Tuk-tuk venne lanciato nella traversata della città nuova e arrivammo in perfetto orario all’aeroporto dove mi pianse il cuore salutare Patricio perché, in quella giornata trascorsa insieme, eravamo diventati grandi amici.

Un ricordo indelebile dei miei pochi, frenetici giorni in Portogallo!

 

Potete contattare Patricio Miguel, e il suo Tuk-tuk Atlantico, direttamente per e-mail (pm@patriciomiguel.pt) oppure tramite whatsapp al numero 00351919875651

Precedente Lisbona a modo mio!
Prossimo Pensionato, very local!